Serie A in una bolla? I club per ora non si sbilanciano, ma qualche posizione è già emersa

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Il calcio, italiano e non solo, fa meraviglie per il futuro stesso. La crescita dei casi di positività in Covid-19 non è più marginale e si discute anche di possibili nuovi format in vista della continuità e della fine del campionato. Una delle ipotesi che si è temuta nelle ultime ore è la formazione di una bolla in cui le diverse squadre possano “isolarsi” per allenarsi e giocare senza interazione con i media. Un po’ come è successo all’NBA al Disney World Resort di Orlando, in Florida, che ha visto i Los Angeles Lakers vincere stasera a fine stagione. Ma il concetto di Sequenza Una bolla è effettivamente praticabile nel caso in cui gli agenti patogeni e le minacce legate alle malattie siano ulteriormente aumentate? E se sì, quale sarà il punto di partenza per un campionato massimo di 20 club?

I club di Serie A minacciati da TMW tendono a rafforzarsi dietro la mancata risposta della Juventus ai nuovi promossi, per il momento. Dietro il “aspettiamo” e dietro il “vedremo” quindi siamo tutti in attesa della prima mossa che sarà l’ultimo Dpcm previsto per stasera nel mondo dei concetti e delle indicazioni corrette. Nessun commento ufficiale da parte di ogni club quindi, ma per rileggere i pensieri di chi è stato coinvolto in prima persona nei giorni scorsi qualche suggerimento, qualche luogo, ci si può già aspettare. “Stiamo facendo 4-5 mesi di bollicine come l’NBA per salvare il campionato”, ha commentato giovedì Daniele Faggiano, direttore sportivo del Genoa. Una linea di pensiero articolata dalla Lazio e da Sassuolo anche dai rispettivi allenatori: “Sono d’accordo con la bolla, purché non si interrompa il campionato. So che ci saranno problemi, ma non si può fermare niente”, ha pensato Simone Inzaghi. A questo ha fatto eco Roberto De Zerbi: “Se si vuole chiudere il campionato, la soluzione estrema è la soluzione estrema Si tratta di chiuderci in una bolla come l’NBA. “Siamo esperti, ci piace quello che facciamo. Il presidente del Torino Urbano Cairo è di un’opinione diversa: “Sarebbe “difficile per un intero campionato fare una bolla come nell’NBA, ma ci vuole un senso del dovere e alcune leggi che siano vere per tutti”.

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